Pallavolo LeNostreInterviste – La Chorusline Bergamo gioca…”A ritmo di Safa” Allaoui
(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) La pallavolo è prima di tutto una questione di tempo. Lo sanno bene i palleggiatori, direttori d’orchestra senza bacchetta, chiamati a dare voce ai propri attaccanti scegliendo l’idea giusta e la nota esatta, nell’attimo in cui il pallone sembra sospeso. Safa Allaoui ha imparato a leggere quella partitura nella cantera d’eccellenza del VolleyRò, l’ha affinata da comprimaria a Cuneo, nella sua prima stagione in massima serie. Oggi Bergamo le ha messo in mano la regia: un posto da titolare in A1, una responsabilità che lei abbraccia con la leggerezza di chi sa che il proprio momento è arrivato e non intende lasciarlo scorrere.
Livornese, classe 2006, 185 centimetri, la regista rossoblù ha alle spalle un’estate da incorniciare: l’oro europeo con l’Under 22 e la chiamata di Julio Velasco al collegiale della Nazionale maggiore a Cavalese. In azzurro, del resto, vince da sempre: nel 2022 era stata MVP e miglior palleggiatrice dell’Europeo Under 17 conquistato dall’Italia. Il suo esordio in A1 è arrivato lo scorso anno con la maglia di Cuneo: 23 partite, spesso da seconda, a imparare il mestiere.
Ora la cabina di regia è sua, in una Bergamo rivoluzionata dal mercato che ha aperto la stagione con tre vittorie consecutive, contro Macerata, Novara al tie-break e Busto Arsizio, firmando la miglior partenza degli ultimi dieci anni. Poi lo 0-3 con la capolista Milano, che ha riportato tutti con i piedi per terra: le orobiche sono a 8 punti, con la voglia di restare nel gruppo che insegue.
INIZIO – Una squadra nuova è come uno spartito appena scritto: le note ci sono, ma vanno suonate insieme prima che diventino musica. A Bergamo l’intesa è arrivata prima del previsto, almeno per chi stava in campo: “Un po’ me lo aspettavo, perché già quando abbiamo iniziato ad allenarci c’era questa intesa. Ovviamente siamo cresciute grazie al lavoro in palestra e alla preparazione, fino ad arrivare a un punto in cui possiamo permetterci delle vittorie. E così è stato”.

BERGAMO – Dalla panchina di Cuneo al ruolo di titolare, il passo è breve solo sulla carta. Allaoui lo ha scelto con la consapevolezza di chi sa che il momento è arrivato: “Per me questa stagione è molto importante, perché ho deciso di mettermi in gioco, finalmente direi. Punto a migliorare il più possibile, sia tecnicamente sia mentalmente, anche perché mi alleno con atlete che sono vere professioniste, dalla Pietrini alla Battistoni”. Sull’addio al Piemonte, la risposta guarda avanti più che indietro: “Sono arrivata a Bergamo, mi è piaciuto il progetto e ho sentito subito fiducia nei loro confronti. Per questo ho deciso di venire qui e cambiare percorso”. E l’estate azzurra, anche se breve con le grandi, ha lasciato il segno: “Alla fine sono stati solo due giorni, ma molto intensi. A parte l’emozione, mi hanno fatto iniziare la stagione con un po’ più di autostima e con più decisione nel lavorare e nel mettermi in gioco”.
UNIONE DI INTENTI – In una squadra con due palleggiatrici, il confine tra concorrenza e alleanza è sottile. Accanto ad Allaoui c’è Ilaria Battistoni, una che lo scudetto e la maglia azzurra li ha già vissuti da protagonista. Ne è nato un rapporto da bottega rinascimentale, dove la maestra passa il mestiere all’allieva: “È un rapporto molto bello, ci aiutiamo. Anzi, è stata la prima ad aiutarmi. Anche in queste ultime partite ci scambiamo sempre consigli, ovviamente più lei a me. Sono molto contenta di averla vicino”. E se si chiede chi trascini lo spogliatoio, la risposta è corale: “Un po’ tutte: Silke, Kendall, Juliette… Cerchiamo di aiutarci a vicenda, non c’è una in particolare in questo momento”.
RITMO – Il palleggiatore è il metronomo della squadra: decide quando accelerare e quando rallentare, quando affidarsi alla certezza e quando rischiare. Per trovare il tempo giusto, Allaoui guarda prima di tutto chi le sta intorno: “Forse è banale, ma sono proprio le compagne ad aiutarmi tantissimo. Sono state le prime a farlo, dal primo giorno in cui sono arrivata a Bergamo”. Un ritmo che parte già dallo spogliatoio, con una colonna sonora che dice molto di questa squadra: “Principalmente reggaeton e musica brasiliana. Un artista in particolare no, devo essere sincera: conosco tante canzoni. Alla fine il mood del prepartita è quello, siamo un po’ tutte sulla stessa lunghezza d’onda”.
AMBIZIONE – Con Milano già in fuga, dietro la corsa è apertissima, e Bergamo può essere la mina vagante del campionato. Gli obiettivi però restano concreti: “Le idee sono chiare: cerchiamo di fare più punti possibile ed entrare nei playoff con tranquillità. Questo è il nostro obiettivo per ora, e ovviamente crescere”. Un percorso che riguarda anche lei, che le tappe le ha bruciate presto: “Per l’età che ho, direi di essere a un buon punto a livello di mentalità. Devo continuare a lavorare, soprattutto su questo aspetto, e crescere il più possibile. È l’obiettivo che mi sono imposta quest’anno, perché voglio giocare, prendermi più spazio in campo ed essere più sicura di me”.
CERTEZZE – Alla fine, ogni regista ha bisogno di un punto fermo. Fuori dal campo, Allaoui lo trova nelle cose semplici: “Le amicizie, la famiglia. Ma anche stare da sola, sinceramente: stare a casa o fare una passeggiata mi aiuta tanto, soprattutto in questo periodo un po’ complicato, in cui dobbiamo ancora trovarci meglio in campo, specie durante le partite”. Dentro, invece, la certezza più grande è nata da un anno passato a entrare a gara in corsa: “Entravo spesso quando le partite non stavano andando benissimo: al secondo o al terzo set, magari sotto 2-0, e finivamo al tie-break. Alcuni li abbiamo vinti, altri no. Ma è da lì che ho capito che voglio fare questo, e che posso farcela anche io: posso competere a questo livello”. Senza dimenticare chi le è stato vicino: “L’anno scorso avevo Binto (Diop ndr), che conoscevo dai tempi del VolleyRò: mi ha aiutato tantissimo, perché anche l’anno scorso ho avuto qualche difficoltà. Ma è normale: devi combattere”.

