Pallavolo Storie&Personaggi – EuroVolleyW2026: Fatoumatta Sillah si è presa la Slovenia
(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Si è presa la Slovenia con una partita da dieci in pagella, e adesso non vuole fermarsi. La parabola di Fatoumatta Sillah è di quelle che appartengono ai grandi dello sport: nemmeno dieci anni fa cominciava per caso, oggi guida la squadra di coach Orefice come se lo avesse fatto da sempre. Pantera gambiana con passaporto sloveno. La massima serie italiana l’ha conosciuta per la sua imprevedibilità. A Istanbul ha messo 24 punti in faccia alla Germania, venti in attacco e quattro a muro, unica delle sue in doppia cifra. 25-22, 25-21, 25-20, cento minuti, tedesche al 18 per cento in ricezione. Potenza e ordine, nel segno di una scuola, quella di eccellenza targata Imoco Conegliano, che in un anno ha plasmato il talento di chi prima dell’Italia aveva mostrato ottimi numeri al Vasas in Ungheria.
LE ORIGINI – Brikama, Gambia, un impianto polisportivo. Lei era andata a vedere il calcio. “L’allenatore mi disse di provare, perché ero alta. Pensai: perché no”. All’inizio era solo divertimento, giura. Poi a quattordici anni la cosa si è fatta seria. Nel 2017 la nominano talento dell’anno del Gambia, il suo allenatore gira un video e lo spedisce a un procuratore. Quel procuratore è ancora il suo procuratore. Quel video è tutto quello che è venuto dopo.
In Slovenia ci è andata da sola, passando per la Turchia, ad inseguire un sogno che solo anni dopo ha preso forma. A diciassette anni. Sette anni dopo, in Turchia ci è tornata da protagonista del campo. Vuoi vedere che ogni tanto il destino tiene i conti?
La gavetta paga. Paga soprattutto la resilienza e la voglia di imparare. Apprendimento, umano prima che sportivo, che ha segnato tanti punti nel mappamondo di Sillah in una serie di esperienze: Nova Gorica, Kamnik, Budapest. Poi Conegliano, prima slovena nella storia del club. “Un enorme onore che mi volessero davvero” – disse al momento del suo annuncio. Al Palaverde debutta contro Cuneo entrando in corsa, dieci punti, un ace, un muro. Chiude l’anno con 331 punti in 32 gare, 43 per cento in attacco, scudetto e Coppa Italia. Cinque campionati di fila in tre Paesi diversi, a ventitré anni.
LE RAGAZZE DI OREFICE – Leader in mezzo alle sue coetanee. Squadra spavalda e senza troppi pensieri attorno. Una media di 22,95 anni, seconda rosa più giovane dell’Europeo, otto debuttanti su quattordici, il libero Zoja Donko che ne ha diciassette. “Non siamo una grande squadra, siamo molto giovani, sapevamo di non avere nulla da perdere”, aveva detto al primo Mondiale della storia slovena, chiuso da dodicesima marcatrice del torneo con 80 punti. Appunto. “Anche se il risultato può essere una sorpresa, io non ho mai avuto dubbi”, ha ripetuto dopo la Germania. Nessuna sorpresa, allora. Solo conti che tornano.
IL CONTO APERTO – Oggi tocca alla Turchia. In casa sua, campionessa d’Europa in carica, terza forza del ranking mondiale. E soprattutto quella che al Mondiale le ha buttate fuori agli ottavi. In panchina siede Daniele Santarelli, l’uomo che a Conegliano le dice cosa fare tutti i giorni: stavolta lo dirà a chi deve fermarla. Alla Germania Sillah non ha chiesto sconti e non ne chiederà adesso. Un conto aperto resta un conto. E lei, i conti, ha imparato a farli tornare.

