Pallavolo EuroVolleyW2026 – La Serbia si rialza dopo la delusione e conquista il sesto podio continentale consecutivo
La nazionale femminile serba supera il momento critico dopo la sconfitta in semifinale e conquista la medaglia di bronzo agli Europei, confermandosi nell’élite del volley per la sesta edizione consecutiva. A guidare la carica sono l’esperienza del capitano Maja Ognjenović e la forza di un gruppo abituato a vincere, con la sua stella Tijana Boskovic.
Questa partita rappresentava un’occasione di riscatto quanto mai necessaria per entrambe le squadre dopo la delusione derivante dalle sconfitte in semifinale del giorno precedente, soprattutto per la Serbia, la cui prestazione contro la Turchia era apparsa al di sotto delle aspettative. Per quanto riguarda gli scontri diretti agli Europei, la Serbia aveva battuto la Polonia più recentemente nella fase a gironi dell’edizione 2023 (3-1), mentre l’ultima vittoria della Polonia contro la Serbia agli Europei risaliva alla fase a gironi del 2007. Essendo questa l’ultima partita della stagione per le nazionali, era necessario un ultimo sforzo per concludere la campagna del 2026 in bellezza e, dopo un inizio equilibrato sull’11-11, la Serbia ha preso il largo con Tijana Boskovic e Aleksandra Uzelac che si sono dimostrate molto più efficaci rispetto alla semifinale contro la Turchia del giorno precedente. Tuttavia, la Polonia ha opposto molta resistenza, annullando ben quattro set point per la Serbia, finché Magdalena Jurczyk non ha mandato la sua battuta fuori campo, regalando alla squadra capitanata da Maja Ognjenovic la vittoria del set per 25-21. Boskovic ha mostrato la sua vera qualità realizzando ben nove punti nel solo primo set, con una percentuale di successo in attacco sbalorditiva dell’82%.
Mentre l’arena si riempiva per la successiva grande finale del torneo tra Turchia e Italia, il pubblico ha assistito a scambi lunghi e avvincenti, ma la Serbia si è dimostrata ancora una volta la forza dominante. Lentamente ma inesorabilmente, ha aumentato il proprio vantaggio (16-12, 21-16) e ha mantenuto la calma per raddoppiare il distacco nel match con altri nove punti messi a segno da un eccezionale Boskovic, cinque da Uzelac e un totale di cinque muri.
Domenica, Mina Popovic, Tijana Boskovic e Maja Ognjenovic hanno avuto molto da festeggiare con una meritata medaglia di bronzo.
La Polonia non era ancora pronta ad arrendersi e ha lottato con tutte le sue forze nel terzo set, durante il quale l’allenatore serbo Zoran Terzic ha dovuto lasciare il campo per un po’ di tempo perché apparentemente non si sentiva bene e ha richiesto assistenza medica. È tornato a bordo campo poco dopo, ma la Polonia si era assicurata un vantaggio iniziale che la Serbia non è più riuscita a recuperare. Magdalena Stysiak è stata la vera “asso” della Polonia con un bottino personale di 11 punti, ben supportata da Paulina Damaske con sei. La ricezione piuttosto scarsa della Serbia e di conseguenza anche il suo debole gioco d’attacco (35% e 30%) sono stati responsabili della loro battuta d’arresto in questa fase della partita, che ha visto la Polonia aggiudicarsi un set con un netto 25-15.
Non si poteva escludere un tie-break, eppure la Serbia ha mobilitato le forze necessarie per rientrare in partita nel quarto set, dove inizialmente era in svantaggio (6-8), ma ha reagito bene con Maja Ognjenovic che ha sfruttato tutte le opzioni – principalmente Boskovic e Uzelac – per assicurarsi i punti necessari a chiudere l’incontro senza ricorrere al quinto set. Boskovic (29 punti) alla fine ha superato Stysiak di un solo punto, con la Serbia che ha registrato ben 10 muri durante la partita.
Proprio al termine del match, il capitano della nazionale serba, Maja Ognjenović, ha espresso con orgoglio e lucidità il valore di questo risultato, evidenziando la capacità del gruppo di reagire subito dopo la delusione: *«Siamo molto felici per questa medaglia di bronzo. Non era facile riprendersi dopo la sconfitta in semifinale, perché la delusione era davvero grande. Tuttavia, avevamo il dovere di scendere in campo e mostrare il nostro valore, lottando per una medaglia che per noi significa molto. Dimostra che siamo ancora al vertice della pallavolo europea e mondiale. Sono orgogliosa della squadra e di come abbiamo reagito uniti come gruppo»*.
Il successo nella finale per il terzo posto riafferma la Serbia tra le potenze assolute del volley internazionale, chiudendo un torneo complesso con una preziosa medaglia al collo.
Fonte: cev.eu_Federico Ferraro

