Pallavolo EurovolleyW2026 – Zoran Terzic e Maja Ognjenovic la soddisfazione per aver vinto un bronzo importante/
La Serbia ha prolungato la sua serie di medaglie agli Europei femminili a sei edizioni consecutive, grazie alla vittoria per 3-1 (25-21, 25-19, 15-25, 25-18) sulla Polonia nella “finalina” disputata domenica pomeriggio al Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul. Solo l’ex Unione Sovietica può vantare una serie di vittorie più lunga nella storia della competizione. Con Tijana Boskovic e tutte le altre giocatrici chiave in ottima forma rispetto alla semifinale contro la Turchia, la Serbia è riuscita a superare la Nazionale polacca, concludendo la sua avventura agli Europei 2026 centrando l’obiettivo medaglia di bronzo.
Il ct Zoran Terzić e la capitana Maja Ognjenovic hanno commentato la gara e il torneo della Serbia.
“Ogni medaglia è un successo – ha esordito Zoran Terzić – La gente dovrebbe capirlo. Forse in un futuro prossimo il nostro successo sarà un quinto, un sesto o unsettimo posto. O, speriamo, un primo posto. Dipende tutto dalla squadra che schiereremo, dalle altre squadre e così via. Questa è la situazione al momento. Ciò che mi rende soddisfatto è che abbiamo giocato male solo una partita del torneo. Purtroppo, è stata la semifinale. Ci siamo espressi in tutte le altre gare molto bene. Penso che la partita di oggi (ieri ndr) sia stata la migliore di tutte. Abbiamo mantenuto un certo ritmo per tutta la gara, tranne forse per quei dieci punti in cui non ero in campo (Terzić ha lasciato il campo all’inizio del terzo set, per un lieve malore. E’ tornato dopo circa 10 minuti e ha ripreso il comando della squadra). Scherzi a parte, sono davvero contento della prestazione di oggi.
Il ct serbo ha continuato il suo giodizio sull’Europeo:“Devo ammettere, onestamente, che le ragazze mi hanno sorpreso. Non me l’aspettavo, perché abbiamo sempre l’oro, l’oro, l’oro in testa, non importa come vada, e poi quando perdi la semifinale, crolli. E le ragazze polacche volevano questo bronzo più di ogni altra cosa. Non vincevano una medaglia da circa un anno e mezzo. Pensavo che sarebbe stato davvero molto, molto difficile per loro ottenere questo risultato, ma le ragazze mi hanno smentito. Grazie a Dio hanno giocato molto meglio di ieri, ma non poteva andare peggio. E hanno vinto. Siamo felici e soddisfatti”.
Terzic sottolinea l’importanza di aver conquistato una medaglia, la prima dal 2023, per una squadra molto cambiata, con tante nuove giocatrici: “È molto importante. Davvero, davvero importante, perché queste ragazze devono prima capire una cosa: le medaglie non arrivano da sole. Per lo più hanno visto Maja, Tijana, Brankica, Raša e le altre vincere medaglie in televisione. Sembrava loro facile. Ora devono vedere com’è e capire che non è facile, da un lato. Dall’altro, è molto bello vincere una medaglia, proprio perché dà loro fiducia in sé stesse e dimostra che possono farcela. Ora sta a noi trovare un punto d’incontro tra queste due opzioni, un punto che non sia né l’una né l’altra. Ma questo fa già parte del nostro lavoro”.
Poi Terzic nel suo discorso ha commentato anche quello che non è andato, soprattutto nella partita persa contro la Turchia: “È molto semplice. L’ho detto ieri dopo la partita, e dopo quella di oggi ne sono ancora più convinto. È stata la nostra peggiore partita agli Europei da molto, molto tempo. Non credo che abbiamo giocato una partita peggiore agli Europei dal 2009. Ci sono state alcune cose negative. È successo che le nuove giocatrici, che non hanno mai vinto davvero, si trovassero a giocare le semifinali in Turchia davanti a non so quante migliaia di persone. È successo che Tijana abbia giocato un po’ peggio. Mio Dio, anche lei è umana, non è Superman, ovviamente, può capitare anche a lei. Se si tiene conto di tutto questo, è normale che abbiamo perso.
Non si può parlare ora di cosa mancasse, di una assenza in particolare e così via. Purtroppo, mancavano delle giocatrici, soprattutto al centro. Mi dispiace moltissimo per la squadra. Minja, Hena e tutte le altre hanno fatto un lavoro fenomenale, ma credo che saremmo stati molto più forti con Maja Aleksić in squadra.”
Tirando le somme, per Terzic il bilancio è positivo: “Assolutamente sì. Non solo per la medaglia, ma anche per il modo in cui l’abbiamo vinta, contro un’ottima squadra polacca. Sarà molto importante per noi per la classifica FIVB, per la qualificazione olimpica e così via. Ed è per questo che sono felice. Ovviamente, e anche per la medaglia. Sono senz’altro felice e soddisfatto.”
Dopo il ct anche la capitana Ognjenovic ha commentato l’Europeo e stilato un suo bilancio. Sono trascorsi vent’anni dalla prima medaglia di Maja Ognjenović con la maglia della nazionale al bronzo che ha indossato ieri sera a Istanbul. Lei stessa non si aspettava un intervallo di tempo così lungo dal punto di vista sportivo. Forse è per questo che questo premio è così speciale per la regista che anche nella prossima serie A1 guiderà il gioco della Savino Del Bene.
È arrivato dopo il suo ritorno in nazionale, dopo i dubbi che si era posta: se fosse pronta, se avesse avuto abbastanza tempo, se avrebbe dovuto tornare a gareggiare… Al termine dei Campionati Europei, ha ricevuto la risposta che cercava. E l’ha descritta con le parole che solo Maja conosce: come un balsamo per l’anima, un abbraccio e una consolazione: “È una sensazione meravigliosa. Il bronzo che sognavamo. Non credo sia stato facile per la squadra prepararsi, soprattutto psicologicamente, dopo una sconfitta così netta, a ciò che ci aspettava. Infatti, Terzic mi aveva detto prima della semifinale: ‘Maja, qualunque cosa accada, la cosa più importante è domani’. Avrebbe potuto essere una lotta per l’oro, ma era una lotta per il bronzo. Quindi non è stato facile” ha esordito la capitana: “Da un lato sono sorpresa, dall’altro sono felicissima, perché non sapevo cosa aspettarmi. Questa è una squadra in cui la maggior parte delle giocatrici non ha mai disputato una partita di questa importanza e questo va tenuto in considerazione. Tića, Minka, Slađa, io: tutto bene, ma la maggior parte di noi non si era mai trovata in una situazione simile. Ora ho anche scoperto che Branka ha esordito agli Europei. Questa medaglia ha un significato ancora più profondo per me. Immagino che sia per questo che l’emozione è ancora più forte.”
La sconfitta contro la Turchia non aveva lasciato ripercussioni: “Ne abbiamo parlato nello spogliatoio e poi in hotel, quando abbiamo cercato di riassumere le nostre impressioni. Per me non è stata una notte difficile, perché è stata una partita in cui, non mi piace dirlo, non ci siamo proprio state. Non eravamo in campo. So cosa ha causato quella sensazione. Troppa voglia. Quella paura, positiva, che abbiamo provato tutte, avrebbe dovuto trasformarsi in forza, ma si è trasformata in una sorta di paralisi totale. Purtroppo, devo dire che è stata una delle nostre peggiori prestazioni. Non ricordo che abbiamo giocato una partita così brutta negli ultimi anni.” Non si può quindi neanche parlare di una occasione persa “Quando ti rendi conto di non aver avuto nemmeno l’opportunità di dare il massimo, allora non c’è nulla di cui lamentarsi. È stata una sconfitta netta, ma non per colpa della Turchia, bensì perché non siamo state all’altezza delle nostre potenzialità.”

