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Pallavolo EuroVolleyM2026 – Serbia sconfitta pesante: Nikola Jovović e Gheorghe Cretu commentano la debacle

La Serbia ha subito a Torino una delle sconfitte più pesanti della storia recente e ha concluso la competizione continentale già agli ottavi di finale. La Slovenia si è imposta nettamente per 3-0 (25-14, 25-13, 25-22), dopo soli 77 minuti di gioco, in una gara dove i ragazzi guidati da Gheorghe Cretu sono riusciti ad opporre una debole resistenza solo nel terzo set. Per la prima volta, la Serbia ha concluso il Campionato europeo prima dei quarti di finale: una vera debacle

Nikola Jovović, capitano della Nazionale serba, ha parlato ai media dopo la dolorosa sconfitta, come riporta il portale meridiansport.rs :  Una prestazione sottotono. Abbiamo giocato in modo inaspettatamente scarso. Abbiamo commesso tantissimi errori nei primi due set; a un certo punto, il gioco era inguardabile. Sono troppi errori per questo livello. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma, sinceramente, dal punto di vista del gioco, mi è sembrato che loro ci lasciassero la palla e la rimandassero nella nostra metà campo, aspettando i nostri errori, cosa che poi è accaduta. Non ho visto una loro particolare aggressività al servizio, come se cercassero di ribaltare la situazione. Hanno semplicemente servito senza commettere errori e aspettato che sbagliassimo noi”.

“Questa è stata la fotografia della partita. – come spiega il regista – Mi è piaciuto il momento nel terzo set in cui i ragazzi sono entrati e hanno cercato di cambiare le cose; lì il set sembrava andare bene. Ma poi, nel finale… due o tre errori… Ciò non cambia il fatto che la Slovenia abbia giocato una partita intelligente e di qualità, mentre noi abbiamo giocato male ha detto Jovović.

Poi il palleggiatore ha risposto alle domande  sul ricambio generazionale e, in particolare, sul suo futuro in Nazionale: “Questa domanda, adesso… Aspetterò un momento più opportuno per parlarne. Grazie a Dio sto bene, ma il futuro appartiene certamente alla generazione più giovane –  Non so perché abbiamo giocato in questo modo. Continuavamo a commettere errori, mentre loro sono stati più pazienti di noi. Non c’è alcun mistero: che si tratti di pallavolo, basket o calcio… Hanno lasciato che fossimo noi a sbagliare. Non abbiamo espresso il nostro potenziale, e questo è quanto… Avevamo visto le loro partite della fase a gironi; erano loro ad attaccare e, in una gara, avevano commesso 38 errori. Ma questa volta hanno deciso di non correre rischi”.

E’ toccato a Gheorghe Cretu, il tecnico rumeno, di spiegare le ragioni della sconfitta contro la Slovenia. Credo che il problema sia nato proprio all’inizio del primo set, con quegli errori gratuiti che ci hanno ‘tagliato le gambe’. Abbiamo subito avvertito la pressione, sapendo che loro ci avrebbero lasciato giocare aspettando i nostri sbagli. Abbiamo regalato loro molti punti: ne abbiamo concessi parecchi in battuta e altrettanti nella fase successiva alla ricezione. Sembrava non avessimo soluzioni per mettere a terra palla. Lo stesso copione si è ripetuto nel secondo set. Abbiamo provato a cambiare qualcosa, ma solo nel terzo set abbiamo trovato un’energia diversa come squadra in campo, riuscendo a rientrare in partita”.

“Credo che gli errori gratuiti abbiano compromesso la gara nei primi due set, ha continuato Cretu che sottolineato come in allenamento la Serbia aveva dato ottimi segnali : “È difficile da spiegare. A volte non fai un grande allenamento, eppure scendi in campo e ogni contatto con la palla è incredibile. Due giorni fa abbiamo fatto un allenamento fantastico, ma oggi il livello di gioco nei primi due set è stato davvero basso a causa degli errori. Non è stata una mancanza di voglia da parte dei ragazzi; erano concentrati e molto motivati. Si percepiva ogni giorno quanto desiderassero vivere questo momento”.

Il ct ha continuato la sua analisi: “È naturale provare frustrazione dopo tanti mesi di lavoro, quando poi si vanifica tutto così in fretta. Ma non possiamo dare la colpa a nessuno, perché l’atteggiamento è stato quello giusto, sia fuori dal campo che durante gli allenamenti. Fino all’ultima seduta, i ragazzi hanno lavorato sodo e spinto al massimo. È stato così anche stamattina: hanno svolto la routine con grande energia e curato gli aspetti tecnici. Insomma, erano totalmente focalizzati sulla partita“.

Il futuro di Crețu sulla panchina della Serbia, dopo il fallimento al Campionato europeo, sarà inevitabilmente oggetto di discussione. È una decisione che spetta alla Federazione. È chiaro che ci saranno alti e bassi, dato che ho convocato alcuni giocatori della… diciamo… vecchia guardia per aiutare la nuova generazione a crescere. Hanno dato il loro contributo anche l’anno scorso, quando abbiamo dovuto gestire numerosi infortuni. Quest’anno abbiamo iniziato con un gruppo, a cui gli altri si sono uniti gradualmente. Anche Luburić, Ivović e Jovović sono migliorati fisicamente e hanno dato una mano durante gli allenamenti. Hanno dato molto sostegno anche fuori dal campo, affinché questi ragazzi avessero l’opportunità di crescere. Per quanto riguarda la mia permanenza, è una decisione esclusivamente della Federazione. Ma penso che abbiamo fatto ciò che ci era stato chiesto all’inizio: inserire le nuove leve. Serve tempo per portarli a un determinato livello, ma noi lo abbiamo fatto. Al momento si trovano nelle realtà giuste, anche all’estero. Hanno trovato ottimi club e so che, nelle destinazioni in cui andranno – Italia, Germania, Russia – affronteranno avversari forti e troveranno condizioni ideali per la loro crescita. Questo aiuterà anche la nazionale ad avere nuovamente giocatori di alto livello”.