Pallavolo EuroVolleyM2026 – Il percorso degli Azzurri di De Giorgi visto attraverso i numeri
Il cammino dell’Italia maschile ai Campionati Europei si è bruscamente interrotto ier sera nei quarti di finale con la sconfitta al quinto set contro la Finlandia. La squadra di Ferdinando De Giorgi ha giocato complessivamente sette gare. Si è sviluppato attraverso una prima fase a Pool, caratterizzata da cinque vittorie consecutive, seguite dal successo negli ottavi di finale e, infine, dall’eliminazione di ieri al PalaVela di Torino.
Nel complesso, la nazionale azzurra ha quindi costruito un percorso iniziale decisamente positivo, arrivando alla fase a eliminazione diretta con una striscia di cinque vittorie, prima di interrompere il proprio cammino al termine di una partita estremamente combattuta, ma in cui si è avuta la sensazione che alla squadra tricolre mancasse qualcosa per riuscire a contrastare il gioco ai nordici e mostrare il suo volley semplice e concreto. Questo ci ha spinto a “rivedere” cosa è accaduto considerando i freddi numeri delle gare, avendo difficoltà oggettive per valutare senza essere condizionati dalle emozioni, troppi recenti.
ITALIA-SVEZIA – L’esordio del 10 settembre contro la Svezia (giocato inusualmente all’aperto) si è concluso con un netto 3-0. L’Italia ha mostrato una ricezione positiva del 67% e una ricezione perfetta del 38%, accompagnate da un attacco positivo del 61%. Sono stati realizzati 54 punti, 22 dei quali break point, con 6 ace e 6 muri punto. Particolarmente efficace è risultata la fase offensiva, con 42 attacchi vincenti su 69 tentativi. Yuri Romanò è stato il miglior realizzatore con 13 punti e anche il miglior attaccante con 11 attacchi vincenti, mentre Daniele Lavia si è distinto in ricezione con il 56% di ricezione perfetta. L’inizio del torneo ha quindi evidenziato un’Italia capace di giocare con continuità e di mantenere il controllo della gara.
ITALIA-GRECIA – Il secondo incontro, contro la Grecia, ha confermato il risultato finale di 3-0, ma con alcuni numeri differenti rispetto all’esordio. La ricezione è scesa al 43% di positività e al 28% di perfezione, mentre l’attacco positivo si è mantenuto su un livello elevato, pari al 59%. L’Italia ha prodotto 53 punti, con 19 break point, 2 ace e 5 muri punto. Un dato particolarmente significativo riguarda la ricezione, che ha fatto registrare zero errori su 47 palloni ricevuti. In attacco sono arrivati 46 punti vincenti su 78 tentativi. Daniele Lavia ha assunto un ruolo centrale, risultando sia il miglior realizzatore con 15 punti, sia il miglior attaccante con 14 attacchi vincenti. La partita ha quindi confermato la capacità dell’Italia di ottenere il risultato anche in presenza di percentuali di ricezione inferiori rispetto alla gara precedente.
ITALIA-SLOVACCHIA – La sfida del 13 settembre contro la Slovacchia ha rappresentato un passaggio particolarmente significativo dal punto di vista offensivo. L’Italia ha chiuso sul 3-1, realizzando 72 punti, di cui 33 break point. L’attacco positivo è salito al 70%, il valore più alto registrato fino a quel momento nel torneo, con 57 attacchi vincenti su 81 tentativi. Anche il muro ha avuto un peso importante, con 11 muri punto, mentre il servizio ha prodotto 4 ace. Pardo Mati è stato il miglior realizzatore con 22 punti e si è distinto soprattutto a muro, con 6 muri vincenti. La gara ha mostrato quindi una forte produzione offensiva e una notevole efficacia nel gioco a muro, nonostante la Slovacchia sia riuscita, per prima a strappare un parziale alla squadra italiana, conquistando il secondo set.
ITALIA-CECHIA – Il 15 settembre l’Italia ha affrontato la Repubblica Ceca, ottenendo nuovamente una vittoria per 3-1. La prestazione offensiva è rimasta su livelli elevati, con il 69% di attacco positivo e 59 attacchi vincenti su 85 tentativi. Particolarmente rilevante è stato il rendimento al servizio: 14 ace su 97 battute, il dato più alto registrato dall’Italia nelle partite considerate. I punti complessivi sono stati 79, con 31 break point. Yuri Romanò ha rappresentato il principale riferimento realizzativo con 24 punti e ha realizzato 5 ace, mentre Mattia Bottolo è stato il miglior attaccante con 18 attacchi vincenti. Anche Pardo Mati ha confermato la propria efficacia a muro con 3 punti diretti. Dopo aver perso il primo set, l’Italia ha quindi reagito vincendo consecutivamente i tre set successivi.
ITALIA-SLOVENIA – La fase a gironi si è conclusa il 17 settembre con la sfida contro la Slovenia, terminata 3-2 per l’Italia. È stata la gara più lunga e complessa della Pool A, come testimoniano i 122 attacchi effettuati e le 110 battute. L’Italia ha realizzato 77 punti, di cui 31 break point, con 8 ace e 9 muri vincenti. L’attacco positivo, tuttavia, è sceso al 49%, il valore più basso della fase considerata. La partita ha richiesto quindi un maggiore volume di gioco offensivo, con 60 attacchi vincenti ma anche 12 errori e 7 attacchi murati. Yuri Romanò ha realizzato 3 ace, mentre Pardo Mati è stato ancora una volta protagonista a muro con 5 punti diretti. Il successo al quinto set ha permesso all’Italia di chiudere la Pool A mantenendo l’imbattibilità.
ITALIA-DANIMARCA – Negli ottavi di finale, il 20 settembre, l’Italia ha affrontato la Danimarca, ottenendo un altro 3-0. La gara ha evidenziato soprattutto la grande efficacia del muro, con 15 muri punto, il dato più alto tra tutte le partite considerate. L’Italia ha realizzato 56 punti complessivi, 32 dei quali break point, con 4 ace e 37 attacchi vincenti su 59 tentativi. L’attacco positivo è stato del 63%, mentre la ricezione ha registrato percentuali particolarmente basse, con il 21% di positività e il 15% di perfezione. Nonostante queste difficoltà in ricezione, gli azzurri hanno mantenuto il controllo dell’incontro e hanno chiuso la gara senza concedere set. Yuri Romanò è stato ancora una volta il miglior realizzatore con 14 punti, mentre Pardo Mati ha dominato a muro con 6 muri vincenti.
ITALIA-FINLANDIA – Il percorso si è interrotto ai quarti di finale, il 23 settembre, contro la Finlandia. L’Italia ha perso 3-2 dopo una partita molto equilibrata, terminata 13-15 al quinto set. Anche in questo caso il volume di gioco è stato elevato: 105 battute, 84 ricezioni e 101 attacchi per i ragazzi di Ferdinando De Giorgi. Gli azzurri hanno realizzato 71 punti, con 24 break point, 6 ace e 10 muri punto. L’attacco positivo si è attestato al 54%, con 55 attacchi vincenti, 9 errori e 9 attacchi murati. La ricezione ha fatto registrare il 35% di positività e il 18% di perfezione, mentre il servizio ha prodotto 6 ace a fronte di 24 errori. Yuri Romanò ha chiuso la partita con 20 punti e 17 attacchi vincenti, risultando ancora una volta il principale riferimento offensivo dell’Italia. Il muro ha invece visto Giovanni Sanguinetti protagonista con 4 punti diretti.
Considerando l’intero percorso fornito, emerge una squadra che ha iniziato il torneo con cinque vittorie consecutive, ottenendo tre successi per 3-0 e due per 3-1, prima di superare anche la Danimarca negli ottavi. La fase iniziale è stata caratterizzata soprattutto da una buona continuità offensiva: l’attacco positivo ha raggiunto il 70% contro la Slovacchia e il 69% contro la Repubblica Ceca, mentre il servizio ha avuto il suo momento di maggiore efficacia proprio contro la Repubblica Ceca, con 14 ace. Anche il muro ha rappresentato una componente importante, con il picco di 15 muri punto negli ottavi contro la Danimarca.
Parallelamente, i dati mostrano una ricezione meno costante rispetto all’attacco. Dal 67% di positività dell’esordio contro la Svezia si è passati al 43% contro la Grecia, al 47% contro la Slovacchia, al 41% contro la Repubblica Ceca e al 42% contro la Slovenia. Negli ottavi il dato è sceso ulteriormente al 21%, mentre nei quarti si è attestato al 35%. Nonostante queste oscillazioni, l’Italia è riuscita a ottenere sei vittorie consecutive prima della sfida con la Finlandia.
Il ruolo di Yuri Romanò emerge con particolare evidenza anche nella classifica generale degli Europei riportata nei dati. Il giocatore si trova attualmente al 19° posto tra i migliori scorer con 112 punti in 24 set, al 23° posto tra i migliori spiker con 92 attacchi vincenti e al 5° posto tra i migliori server con 15 ace. La sua presenza è stata costante anche nelle singole partite, nelle quali è risultato più volte il principale riferimento offensivo e al servizio.
Anche Pardo Mati ha avuto un peso rilevante nel percorso azzurro, soprattutto a muro. Ad ora i suoi 22 muri vincenti lo collocano al 7° posto nella classifica generale dei migliori blocker, con 20 set giocati. I suoi dati nelle singole partite confermano questa continuità: 6 muri contro la Slovacchia, 3 contro la Repubblica Ceca, 5 contro la Slovenia e 6 contro la Danimarca.
Nella ricezione, invece, il miglior italiano nella classifica generale del torneo è Fabio Balaso, ora al 27° con il 26,17% di ricezione perfetta in 20 set giocati. Nel corso delle partite è stato il miglior ricevitore contro la Repubblica Ceca e contro la Finlandia, rispettivamente con il 33% di ricezione perfetta e il 26,17%.
Il cammino dell’Italia si è concluso dunque ai quarti di finale, dopo un percorso caratterizzato da sei vittorie consecutive e da una sola sconfitta, arrivata al termine di cinque set contro la Finlandia. I dati complessivi delle singole gare mostrano una nazionale capace di esprimere un rendimento offensivo elevato, di incidere al servizio e a muro e di superare anche momenti caratterizzati da percentuali di ricezione più basse. La partita dei quarti, conclusa al tie-break con il punteggio di 13-15, rappresenta l’ultimo atto di un cammino che, secondo i numeri forniti, ha visto l’Italia mantenere una presenza costante nelle principali statistiche individuali del torneo, in particolare con Yuri Romanò e Pardo Mati.

