Pallavolo SL – Cuneo, Matteo Battocchio: “Abbiamo un gruppo di ragazzi molto valido a livello pallavolistico e molto importante a livello umano”
Matteo Battocchio, tecnico dell’Acqua Sant’Anna Cuneo, è stato presentato ufficialmente in piazza Galimberti nell’ambito del Cuneo Bike Festival. La prossima sarà per lui la quarta stagione consecutiva alla guida del Club piemontese.
Ad aprire l’incontro è stato il direttore sportivo Paolo Brugiafreddo, che ha ribadito l’importanza della continuità con il tecnico: “Siamo giunti ormai alla quarta stagione insieme. I risultati e la qualità del lavoro che Matteo esprime quotidianamente sono sotto gli occhi di tutti ed era naturale e fisiologico il proseguimento di questo rapporto. Matteo ha portato in questa società cultura sportiva, qualità del lavoro e professionalità”.
Sulla stessa linea il direttore generale Davide Bima, che ha sottolineato il particolare legame tra Battocchio e la città: “Non è un caso che siamo qui, nel salotto della città di Cuneo. Matteo è alla quarta stagione e ormai ha una forte attinenza con il territorio, così come tutta la società. Sentiamo un entusiasmo importante e lo stesso entusiasmo arriva dai nostri partner, sempre più coinvolti nel nostro progetto”.
Il cuore dell’incontro è stato però l’intervento di Battocchio, che ha affrontato la nuova stagione partendo dal gruppo costruito dalla società: “Sono super felice, contentissimo. – ha raccontato il tecnico parlando della nuova squadra – Abbiamo un gruppo di ragazzi molto valido a livello pallavolistico e molto importante a livello umano. È molto divertente stare in palestra con loro. Si va in palestra con il sorriso, con la voglia di dire: ‘Che figo, vado ad allenamento, sono contento'”. Una sensazione che per Battocchio rappresenta una componente fondamentale per costruire qualcosa di duraturo: “Se vuoi fare qualcosa in più e non semplicemente timbrare il cartellino, serve quella cosa che si chiama passione”.
Da qui il tema centrale del suo intervento: la cultura sportiva. Un concetto che, secondo il tecnico, deve essere distinto dalla semplice valutazione del risultato finale. “Spesso c’è la convinzione che il risultato definisca una persona o una squadra. Ma ci sono delle cose che, nel risultato sportivo, vanno al di là del risultato stesso. Bisogna essere capaci di slegare il risultato sportivo dal risultato lavorativo”. Un principio che Battocchio considera particolarmente importante per Cuneo, una realtà chiamata a investire sulle persone e sulla loro crescita: “Cuneo è una piazza che deve prendersi dei rischi. Deve far crescere giocatori giovani, persone dello staff giovani, fare investimenti su di loro. Devi essere bravo a vedere il talento e il potenziale in tutto quello che hai attorno”. Per il tecnico, la costruzione della squadra passa dalla capacità di valorizzare le diverse motivazioni individuali: “Ognuno di noi ha il suo perché. Quello che possiamo fare è cercare una strada che permetta a tutti di soddisfare il proprio perché. È lì che il gruppo diventa squadra”.
Nel suo intervento Battocchio ha affrontato anche il tema della pressione e della gestione dell’errore, elementi inevitabili nello sport e particolarmente importanti all’interno di una squadra giovane. “La pressione è un privilegio. Noi combattiamo l’obbligo di vincere, non la pressione. Io ti metto pressione perché so che tu sei capace di fare quella cosa”. L’obiettivo non è dunque eliminare le difficoltà, ma utilizzarle come strumento di crescita. E crescere significa anche accettare le proprie fragilità “Siamo tutti fragili, ma a nessuno piace esserlo. Dobbiamo trovare un modo non per combattere la fragilità, ma per accettarla, in maniera tale che ci sia un processo di apprendimento. Non una resilienza che mi faccia tornare esattamente dove ero prima, ma un processo formativo che mi dia qualcosa in più”. Un approccio che Battocchio ritiene particolarmente significativo per un gruppo giovane, chiamato a maturare attraverso le esperienze della stagione e ad affrontare con consapevolezza anche i momenti più complicati.
Il tecnico biancoblù ha infine indicato ciò che vuole trasmettere alla squadra e alla città, evitando di legare la propria promessa a un risultato sportivo specifico. “Quello che mi sento di promettere è che stiamo cercando di continuare su quest’onda e di continuare a crescere dal punto di vista della cultura sportiva. Vogliamo far sentire le persone orgogliose di noi e continuare a creare questo senso di comunità”. Un concetto che rappresenta il punto d’incontro tra la squadra e il territorio: “Abbiamo ben chiaro il tipo di cultura sportiva che, al di là dei risultati, vogliamo trasmettere indossando questa maglia”.

