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Pallavolo SL – Tommaso Barotto è tornato in campo contro Trento dopo 7 mesi: si è presentato con 10 punti

La ruota gira, ma a volte si incastra: Tommaso Barotto è in credito con la sorte. Domenica a Trento è tornato in campo a sette mesi dall’ultima volta, era l’8 aprile: Gara-2 dei quarti di finale dei Play Off 5° Posto, contro l’Allianz Milano. Quel giorno l’opposto del Cisterna Volley fu costretto ad abbandonare la partita prima dell’ultimo punto, a causa del problema al ginocchio (osteocondrite) che lo aveva limitato (troppo) per tutta la stagione. Poi un lungo periodo di cure conservative, un’estate senza azzurro, niente nazionale, e niente vacanze, soltanto lavoro, tanto lavoro per superare l’osteocondrite (senza intervento chirurgico) e farsi trovare pronto al via della nuova stagione, quella attuale. Pronti via, visite mediche, e inizio del lavoro atletico: è il 19 agosto 2026.

Il 31 agosto la sfortuna decide di tornare a farsi viva, rimettendo a dura prova la pazienza di Tommaso Barotto: è il secondo giorno di salti al palazzetto di via Delle Province, Barotto mura, e si fa male. Frattura scomposta del collo del quinto metacarpo della mano destra, un infortunio che viene trattato in maniera conservativa, con l’applicazione di un tutore custom made in materiale termo-riscaldato. “Dopo un’estate passata nel pieno rispetto del programma di cura, stavo bene, finalmente sereno per aver superato il dolore al ginocchio, ma il piano di recupero per essere completato aveva bisogno di altro lavoro, e purtroppo l’infortunio alla mano me lo ha rallentato”.

Per tutto il mese di settembre Barotto si allena senza palla, a ottobre aumenta, e per la prima di campionato torna ufficialmente a disposizione, ma con soltanto qualche giorno di lavoro completo: contro l’Allianz Milano nel match di apertura del campionato 2026-27, non viene rischiato. “Avevo iniziato ad allenarmi a pieno regime da meno di una settimana, stavo riprendendo i giri, mentalmente e fisicamente, ma non ero prontissimo”.

A Trento Tommaso parte dalla panchina, Daniele Morato gli concede un’apparizione lampo nel primo set, per sondare il terreno: test superato, è da poco iniziato il secondo parziale, l’opposto entra in campo e non esce più. Sono Dieci i punti totali, di cui uno a muro, col 50% in attacco, che l’oppostp dei pontini ha messo a segno. Il fattore resilienza: quando essere in credito con la sorte diventa una forza.

“Sono contento prima di tutto per aver di nuovo provato la gioia di giocare una partita dopo sette mesi – ha sottolineato l’opposto – e poi sono anche soddisfatto perché pur non essendo al 100 percento ritengo di aver fatto una prestazione buona in una gara così impegnativa. Ho ritrovato il ritmo gara, ho sentito emozioni che mi mancavano, ne avevo bisogno. Ma, a parte le sensazioni personali, la soddisfazione maggiore è per la prova di squadra che abbiamo messo in campo a Trento: abbiamo perso per pochi punti di differenza contro una big, ce la siamo sempre giocata, e se Michieletto non infilava tre ace nella parte finale del terzo set con noi avanti di un break, la partita la portavamo almeno al quarto.

C’è soddisfazione per la prestazione e per aver fatto soffrire Trento, ma allo stesso tempo il rammarico perché per com’è andata potevamo prenderci di più. Resta comunque la consapevolezza di essere una buona squadra. Ed è divertente giocare in questo collettivo: si vede in campo l’atteggiamento giusto, c’è una voglia pazzesca da parte di tutti di fare bene, tutti ci aiutiamo l’uno con l’altro, chi sta in panchina dà consigli, chi entra e chi esce aiuta il compagno. Viviamo e giochiamo in un ambiente davvero splendido, sarà una bella stagione. Ne sono certo”.

E domenica al Palasport di via Delle Province arriva Piacenza. “Un avversario molto forte. Una squadra completa che può contare su un palleggiatore come Paolo Porro, su centrali forti, c’è Bovolenta opposto, Gutierrez schiacciatore e altri bravissimi giocatori. Ci aspetta una battaglia ma noi l’affronteremo in casa: dopo la grande vittoria contro Milano e la bella prestazione di Trento, Piacenza rappresenta un bel banco di prova”.