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Pallavolo FIVB – Azevedo risponde alle critiche: «Ascolteremo tutti, il volley è di chi lo ama», esclusiva del Corriere dello Sport

Il presidente della FIVB, Fabio Azevedo ha concesso una lunghissima intervista in esclusiva a Pasquale Di Santillo, pubblicata sull’edizione odierna del Corriere dello Sport: argomento centrale il futuro calendario internazionale che sta provocando un acceso dibattito nella pallavolo mondiale.
L’intervista si apre con la posizione critica della testata giornalistica nei confronti delle dichiarazioni del presidente della FIVB, Fabio Azevedo. Nonostante le rassicurazioni e le promesse di dialogo, l’editoriale evidenzia il forte scetticismo legato a una svolta spinta da interessi economici. In particolare il passaggio da un bilancio quadriennale di 45 milioni di dollari nel 2028 a uno previsto di 105 milioni nel 2032. Questo scenario rischia di penalizzare la centralità e gli equilibri dei club di alto livello nei mesi invernali a maggior valore commerciale.

Lo stato di salute e la crescita del movimento globale
Fabio Azevedo traccia un bilancio entusiastico dei suoi primi due anni alla guida della Federazione Mondiale. La “Strategic Vision 2032” punta ad ampliare la base di praticanti e appassionati dagli attuali 800 milioni a 1,6 miliardi entro il 2032. I dati del 2026 confermano la solidità del movimento: 867 milioni di spettatori televisivi complessivi e 1,5 milioni di presenze dal vivo in 20 Paesi. Gli investimenti per 60 milioni di dollari tramite il programma *Volleyball Empowerment* hanno sostenuto 1.853 progetti in 208 Federazioni, portando a risultati storici come la prima qualificazione olimpica della nazionale femminile thailandese per Los Angeles 2028 e il ritorno del Canada femminile alle Olimpiadi dopo 32 anni.

Nuove regole e sviluppo del volley femminile
Le modifiche regolamentari introdotte recentemente puntano a rendere il gioco più fluido, continuo e facilmente comprensibile anche per il pubblico occasionale. Azevedo definisce il volley come lo sport di squadra con la maggiore parità tra i generi, sottolineando come le competizioni femminili garantiscano medesimi montepremi, strutture e format di quelle maschili, attraendo investimenti commerciali in costante aumento.

Riforma del calendario e lo spostamento invernale
Il punto più controverso riguarda l’ipotesi di spostare le competizioni delle nazionali (Mondiali ed Europei) nei mesi invernali a partire dal quadriennio 2029-2032. Azevedo non parla di rivoluzione ma di “evoluzione”, spiegando la volontà di liberare il volley da un calendario estivo saturo per intercettare nuove audience. Il presidente rassicura tuttavia il movimento: la bozza non è definitiva e la decisione verrà presa entro la fine dell’anno solo se porterà vantaggi concreti a tutto l’ecosistema.

Il dialogo con i club, le critiche in Italia e Velasco
Rispondendo alle feroci opposizioni nate in Italia — in particolare da dirigenti come Gino Sirci (Perugia) —, Azevedo garantisce che la FIVB non imporrà scelte dall’alto, riconoscendo l’importanza vitale dei club e dei campionati nazionali. Quanto alle riserve sulla VNL avanzate dal CT Julio Velasco, il presidente difende con forza il torneo: la VNL rappresenta ormai il 54% dei diritti mediatici globali (con 609 milioni di telespettatori, +194% rispetto al 2025). Infine, sull’introduzione dei Mondiali a cadenza biennale a 32 squadre, Azevedo assicura che l’aumento delle opportunità internazionali non appesantirà la salute degli atleti, rispondendo al principio del “meno è meglio” grazie alla razionalizzazione complessiva delle date.