Pallavolo A2M – Palmi, altro che Superlega: è un disastro senza alibi, dopo il ko con la Conad per i calabresi è notte fonda
(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) A Palmi la pazienza comincia inevitabilmente ad esaurirsi. La seconda sconfitta consecutiva davanti al proprio pubblico, questa volta contro la Conad Reggio Emilia, certifica una crisi che non può più essere derubricata a semplice incidente di percorso. Il 2–3 finale, maturato dopo una doppia rimonta dei calabresi dallo 0–2 al 2–2, non salva nessuno e soprattutto non cancella una prestazione complessivamente insufficiente.
Un punto conquistato, certo, ma definirlo un “brodino” sarebbe persino generoso: per una squadra costruita con ambizioni dichiarate di vertice e con investimenti importanti, ritrovarsi dopo tre giornate all’ultimo posto, con appena un punto in classifica, rappresenta una figuraccia sportiva di proporzioni considerevoli. In compagnia dell’altra grande delusione, Brescia, prossima avversaria di Palmi in Lombardia.
Se qualcuno, alla vigilia del campionato, avesse pronosticato uno scenario simile, probabilmente sarebbe stato accompagnato direttamente negli studi di «Scherzi a parte». E invece non c’è nulla da ridere. La faraonica campagna acquisti estiva, presentata come il trampolino di lancio verso un campionato da protagonisti, si sta trasformando in una pesantissima zavorra. Tanti nomi, tante aspettative, tante promesse, ma sul taraflex il rendimento è lontanissimo da quello che ci si sarebbe aspettati. E quando il conto dei risultati presenta un solo punto in tre partite, le giustificazioni cominciano a diventare stucchevoli.
Partiamo dalla cabina di regia. Manuele Marchiani è certamente una persona perbene, educata e rispettabile, ma una squadra che pretende di comandare la classifica ha bisogno anche di un palleggiatore capace di trascinare il gruppo, assumersi responsabilità e trasmettere personalità nei momenti difficili. Al momento, questo salto di qualità non si è visto.
Matheus Motzo, dal canto suo, ha disputato probabilmente la sua migliore partita in maglia Palmi, mettendo a referto 26 punti, con un ace e un muro vincente, il 57% di positività offensiva su 42 attacchi. Numeri importanti, ma non sufficienti a nascondere undici errori complessivi: sei al servizio, quattro in attacco e uno in ricezione. Un bottino di sbagli troppo pesante per un opposto dal quale ci si aspetta che faccia la differenza, non che alterni lampi di qualità a ingenuità che finiscono per presentare il conto alla squadra.
Ancora più preoccupante è il rendimento di Roland Gergye. Il martello ungherese, atteso come uno degli uomini di riferimento della formazione calabrese, finora sembra soltanto il lontano parente del giocatore che Palmi pensava di aver acquistato. Una delusione evidente, tanto che Raul Parolari ha trovato spazio da titolare nel terzo, quarto e quinto set, rispondendo con 14 punti, tutti in attacco, e un 52% di positività sui 27 palloni giocati. Non proprio un dettaglio secondario: quando un giocatore chiamato a essere protagonista finisce in panchina, qualcosa evidentemente non funziona.
L’unica nota davvero positiva arriva da Enrico Diamantini, ma soltanto perché il centrale è ancora indisponibile per infortunio e non è quindi possibile esprimere un giudizio sul suo rendimento in questa stagione. Andrea Canella, invece, contro Reggio Emilia ha lanciato segnali importanti: 19 punti, cinque muri vincenti e uno straordinario 82% in attacco su 17 palloni. Una prestazione di spessore che, tuttavia, non è bastata a evitare l’ennesima sconfitta.
Ma sarebbe troppo comodo scaricare ogni responsabilità sui singoli. Anche Paolo Montagnani deve necessariamente recitare la propria parte in questo questo avvio impensabilmente negativo. Il tecnico livornese non è ancora riuscito a dare un’identità convincente alla squadra, né a trovare gli equilibri necessari per trasformare un organico ambizioso in una formazione competitiva. Non basta mettere insieme giocatori di nome per costruire una squadra vincente: servono organizzazione, gerarchie, carattere e soprattutto un progetto tecnico riconoscibile. A Palmi, almeno per ora, tutto questo sembra terribilmente lontano.
La fiducia del patron Pino Carbone nei confronti dell’allenatore non è in discussione, ma la fiducia non può diventare un assegno in bianco. I risultati sono impietosi e il margine di errore si sta assottigliando rapidamente. Montagnani è chiamato a trovare una soluzione immediata, perché continuare su questa strada significherebbe mettere seriamente a rischio gli obiettivi stagionali. E quando una squadra costruita per stare in alto precipita in fondo alla classifica, anche la panchina inevitabilmente finisce sotto la lente di ingrandimento.
Una nota davvero molto dolente, che merita una riflessione altrettanto severa, riguarda il pubblico. Sugli spalti si è registrata un’assenza che pesa quanto una sconfitta: un sostegno insufficiente per una società che, sotto la presidenza del deux ex machina Pino Carbone, ha investito risorse, energie e ambizioni per regalare a Palmi una squadra di primo livello. Gli sforzi della dirigenza meriterebbero ben altra risposta. Perché una società che investe e prova a costruire merita rispetto, partecipazione e soprattutto una tifoseria presente. Restare lontani dal palazzetto significa voltare le spalle a chi, per questa realtà, continua a fare sacrifici…

