(Carlo Lisi per il Corriere dello Sport) Wilfredo Leon, Ricardo Lucarelli, Nimir Abdel-Aziz tre autentici fuoriclasse della pallavolo mondiale; grandi ed indiscussi protagonisti della nostra Superlega, il campionato più bello al mondo; tre giocatori che quando sono in giornata di grazia possono cambiare volto ad ogni partita. C’è una cosa che li accomuna e non riguarda il campo o la tecnica: non hanno mai vinto lo scudetto tricolore.
Per questo tris di campioni le gare di questa sera avranno un sapore particolare, quello di poter ambire a riempire una casella importante del loro palmares, di appuntarsi una medaglia sfavillante sul petto.
Wilfredo Leon da quasi tutti gli addetti ai lavori è considerato ormai da qualche stagione il miglior giocatore del momento. La velocità delle sue battute sfiora la leggenda, quando va a tirare dai 9 metri vedi il suo pallone partire e in molte occasioni difficilmente lo vedi arrivare. Bisognerebbe fare una statistica di quante volte il video-check è stato chiamato per capire se un “bolide” scagliato dal campione cubano, naturalizzato polacco. fosse caduto o meno all’interno del terreno di gioco. Questo che si avvia alla conclusione è il terzo (quello interrotto dal covid non lo contiamo) campionato italiano che disputa e lui che in Russia di titoli nazionali ne ha conquistati ben quattro è ancora fermo a quota zero in Superlega.
Nimir Abdel-Aziz è alla quinta partecipazione. Escludendo le esperienze a Treviso e Cuneo, quando poco più che 20nne venne per la prima volta nel Bel Paese giocando da palleggiatore, questo eccezionale e prolifico attaccante non si è ancora tolto la soddisfazione di alzare nessun grande trofeo. Lo scudetto con Modena, a livello personale lo meriterebbe anche soltanto per quello che ha saputo fare in una complessa e bellissima gara3, in cui è andato a segno 39 volte. Sarebbe la grande consacrazione per un campione con la C maiuscola che vincerebbe da leader in una squadra di leader, quale è quella emiliana quest’anno.
Lo zero nella casella degli scudetti vinti fa meno effetto per quel che riguarda Ricardo Lucarelli. Infondo questo nel campionato 21-22 è soltanto il suo secondo tentativo di diventare campione d’Italia. Il brasiliano è un giocatore di grande sostanza e molto regolare ad altissimo livello. Per lui che pur giocando con qualche problema fisico contribuì fortemente a portare, a Rio 2016, il Brasile sul gradino più alto del podio, vincere il tricolore con Civitanova (che cerca di raggiungere la quinta finale consecutiva e il settimo titolo) è una questione d’orgoglio e sarebbe una importante legittimazione per entrare definitivamente nel gotha della disciplina. Un posto che il suo gioco e il suo temperamento meritano ampiamente. Uno stimolo importante per un personaggio di spicco come lui.
Leon, Nimir, Lucarelli non sono gli unici tre protagonisti delle semifinali odierne che sino ad oggi nonn hanno festeggiato lo scudetto, ma per diverse situazioni sono i più rappresentativi. In loro compagnia, senza titoli italiani ci sono i giovani di Trento (Michieletto, Sbertoli, Lavia e Zenger), altri personaggi come lo statunitense Anderson e Lisinac, senza dimenticare Mazzone.

Foto di Michele Benda