×
Storie

Pallavolo LeNostreInterviste – Lia Malinov: dopo l’esperienza al timone dello Zeren, la nuova rotta è tutta trovare (magari in Italia)

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Quando le onde si alzano, cavalcarle diventa sempre più difficile. Chi però riesce a tenere forte il timone e a portare in porto la barca, ne esce sempre più solido. Due anni ad Ankara, con la maglia dello Zeren, sono stati esattamente questo per Ofelia Malinov: oltre i successi in campo, un apprendistato di carattere, cresciuto sì tra le vittorie, ma anche nelle giornate in cui la nave della squadra di Ankara ha rischiato davvero di imbarcare acqua. Oggi la palleggiatrice italiana guarda avanti, libera da vincoli di squadra, con la stessa mano ferma che le ha permesso di restare al timone quando altri, forse, avrebbero mollato.

DUE STAGIONI, UNA SOLA DIREZIONE – Due anni intensissimi, la sensazione di essere diventata sempre più un perno della squadra: “Giocare all’estero, in ogni caso, ti riforma”, dice Malinov. “Sono strafelice di come sono andati questi due anni, penso che anche i risultati abbiano parlato”. Il primo anno, squadra neopromossa, quinto posto e playoff vinto: “Non era già scontato entrare a fare il playoff per una squadra neopromossa”. Il secondo, aspettative più alte, terzo posto, eliminazione ai quarti di Champions contro Conegliano: “Penso che abbiamo fatto comunque una grande stagione. Insomma, è stata una bella annata”.

PUNTO FERMO – Malinov ha scelto di prendersi le responsabilità: “Mi ci ritrovo molto in questo ruolo: mi piace essere un punto di riferimento, contribuire al benessere della squadra”. Da straniera il peso raddoppia: “All’estero si pretende ancora di più rispetto a quando giochi in Italia. Mi è piaciuto affrontare questa sfida, aprirmi a una cultura di pallavolo diversa da quella italiana: in questo momento il campionato turco e quello italiano sono probabilmente i due più alti”.

LA MATURITÀ DEL PALLEGGIO – Chi decide dove va la palla decide anche gli equilibri di uno spogliatoio: “Penso di aver raggiunto quella maturità da palleggiatrice, l’equilibrio giusto tra il chiedere e il dare alle compagne: sapere come gestire una squadra, a chi affidare la palla, cosa dire e cosa fare in campo”. Da giocatrice che arriva dall’estero dice, serve un “polso duro”, e quella fermezza, ha contribuito ai traguardi sportivi dello Zeren.

GIORNI DIFFICILI – Non tutto, in questi due anni, è stato lineare. L’ultima stagione ha attraversato difficoltà economiche e organizzative, con una società meno presente del solito: “È stato un anno pesante, perché in società mancava un po’ la presenza della proprietà: eravamo un po’ lasciate a noi stesse. Ma sono contenta di come, con tutto il gruppo, l’abbiamo affrontato: siamo sempre andate in palestra da professioniste, non abbiamo mai saltato un allenamento, non ci siamo mai lamentate, abbiamo giocato tutte le partite fino alla fine”. Quando qualche compagna ha dovuto lasciare la squadra: “Ci è dispiaciuto tantissimo, perché erano giocatrici importanti. Dal punto di vista sportivo è comunque andata benissimo: dal punto di vista umano, stare lì tutti i giorni, devo dire che è stato un po’ pesante, ma l’impegno e la voglia di fare il massimo non è mai mancata”.

LONTANO DA CASA – Vivere e giocare fuori dall’Italia ha anche un prezzo più intimo: “Sono tornata a casa veramente poche volte. Ho avuto la fortuna di giocare contro Conegliano un paio di volte e poter tornare: quando sono tornata a giocare in Italia è sempre stato bellissimo, ci tornerei subito senza pensarci”. Ad alleggerire la distanza, il marito, preparatore nella stessa squadra: “Grazie a Dio c’è stata tanta serenità e supporto: mi ha aiutato ad affrontare l’annata in modo più sereno”.

LA ROTTA CHE VERRÀ – Guardando avanti, la fame non manca: “Ogni anno che inizia porta con sé più obiettivi, e si parte sempre con l’idea di vincere. Il desiderio di lottare per un trofeo c’è, e spero arrivi presto: mi sentirei nel posto giusto per una sfida del genere”. Libera da vincoli di squadra, Malinov si sta preparando a Novara: “Mi è dispiaciuto non ricevere finora offerte dal campionato italiano: se dovesse arrivarne una, la valuterei molto volentieri”. Il futuro non ha ancora una rotta tracciata: “Sono consapevole di quello che posso dare, e sono convinta che prima o poi arriverà qualcosa”.