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Pallavolo Storie – Mathis Henno, il figlio di un grandce libero che sta costruendo la sua carriera

Per Mathis Henno la pallavolo è arrivata prima ancora che potesse capire cosa significasse per la sua famiglia. I primi ricordi non sono medaglie o palazzetti pieni, ma quelli di un bambino di quattro anni in Italia, in attesa della fine delle partite del padre. Poi prendeva la palla insieme al fratello e giocava.

«Penso che il mio primo ricordo della pallavolo sia quando, dopo le partite di mio padre in Italia, prendevo qualche pallone», racconta. Solo più tardi ha capito che quel giocatore non era soltanto suo padre, ma uno dei migliori liberi della sua generazione. Il momento decisivo è stato lo scudetto italiano con la Lube Civitanova: «È stato un ricordo straordinario per mio papà e anche per me. Ho capito che aveva fatto una grande carriera».

Crescere con il cognome Henno ha significato non restare mai anonimi. Prima ancora di affermarsi, la gente sapeva da dove veniva e cercava in lui i tratti di Hubert. «Quando ero piccolo dicevano: “È il figlio di Hubert Henno, quindi è bravo in ricezione”, perché mio padre era bravo in ricezione». Mathis lo racconta con affetto, non con fastidio. «Sono contento, perché significa che la gente non dimentica mio padre».
Portare un nome, però, è diverso dal crearsene uno. «A volte capisco di stare costruendo il mio nome quando mi riconoscono per strada e dicono: “Oh, è Mathis Henno”. Con i più anziani non dicono più soltanto “sei il figlio di Hubert”, ma “sei Mathis Henno, il pallavolista”».

La differenza si vede anche in campo. Hubert è stato libero. Mathis ha scelto quasi subito il ruolo di schiacciatore di banda. Non per ribellione, ma perché voleva fare ciò che un libero non può fare. «Da piccolo ero schiacciatore perché amo attaccare e servire. Penso di avere il fisico per questo ruolo. Forse mio padre era un po’ troppo basso per giocare schiacciatore». E poi, con un sorriso: «Non mi piaceva fare il libero perché non attacchi, non fai niente».

Non rifiuta il passato: «Certo, non dimentico la carriera di mio padre». Vuole solo spazio per la propria storia. Quella storia lo ha portato all’EuroVolley 2026 maschile con la Francia. Il sogno della maglia nazionale c’è sempre stato. «Mi immaginavo già con la maglia francese. Era il mio obiettivo». Oggi è realtà: «Sono all’EuroVolley per rappresentare la nazionale al massimo livello. Ci sono tante emozioni, perché so che molte persone guardano le nostre prestazioni. Sono felice di rappresentare questo Paese e darò tutto per questa maglia».

Al bambino di quattro anni che raccoglieva i palloni dopo le partite del padre direbbe: «Non dubitare mai di te stesso, credi sempre nei tuoi sogni e continua a spingere. Concentrati sui tuoi obiettivi personali, perché stanno diventando realtà. Goditi la vita e resta concentrato».
Per anni il cognome Henno ha detto da dove veniva Mathis. Ora, piano piano, è lui a mostrare dove quel nome può andare. Dopo la fase a gironi a Cluj-Napoca, Mathis Henno e la Francia si sono spostati a Sofia per affrontare il Portogallo agli ottavi di EuroVolley 2026.

Fonte: Eda Isik_cev.eu