Pallavolo LeNostreInterviste – Beatrice Parrocchiale la guida delle Leonesse di Brescia
(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Chi non rischia, non ottiene nulla. Beatrice Parrocchiale, un anno fa, ha rischiato davvero: ha lasciato la A1 dopo anni ad altissimi livelli, si è presa la A2. Lo sport dimentica in fretta: si scende di categoria, si perde tutto. Lei è scesa lo stesso. Ha lavorato. Ha vinto. La Millennium Brescia torna in A1 dopo dieci anni, e lo fa con lei capitano, più matura, più concreta di quanto fosse prima. Ora il secondo atto con le bresciane di coach Solforati. Un cammino difficile, iniziato in salita dopo aver perso per infortunio un pezzo importante come Giorgia Amoroso. A guidare la Millennium, in seconda linea, si potrà contare su una vera leonessa.
LE ASPETTATIVE DEL RITORNO IN A1 – Sul campionato che verrà, Parrocchiale non si nasconde: “Sicuramente sappiamo tutti molto bene che sarà complicato ma comunque non impossibile salvarsi. Sarà un campionato tosto perché siamo una neopromossa e abbiamo avuto l’infortunio di Giorgia che ci ha penalizzato. Abbiamo cominciato ad allenarci da una settimana e mezzo, stiamo lavorando bene ma siamo all’inizio ed è troppo presto per esprimere giudizi. Cercheremo di goderci il nostro viaggio in questa categoria e vedremo come va”.
L’IDENTITÀ MILLENNIUM – A tenerla ancora più legata al progetto è proprio lo stile costruito insieme, anno dopo anno: “In questo momento sento questa identità tantissimo, perché l’anno scorso mi sono sentita bene sia a livello di squadra sia con la società. Abbiamo costruito un ambiente dove sappiamo come vogliamo lavorare in palestra, e vogliamo mantenere questa positività. Questo lavoro ci ha portato a ottenere cose positive, e vogliamo continuare su questa lunghezza d’onda”. Non è un merito che si prende da sola, tiene a precisare: “Sento tantissimo mia questa identità della società e della squadra, perché l’anno scorso sono stata al centro di un progetto, ma tutti eravamo al centro. Avere conquistato la categoria con le nostre mani è importante per me, per questa squadra, per questa identità”.
SCANDICCI – Prima di Brescia, però, c’è stato un anno che ha cambiato le cose. Parrocchiale sceglie le parole con cura: “Chiamarla sfortunata non mi piace tanto: sono stata sfortunata nel senso che, purtroppo, prima o poi nella vita di un’atleta capita un infortunio. Il mio è stato un semplice problema al menisco, che si è prolungato per diversi motivi. Comunque è stato un anno che mi ha servito per capire cosa vorrei io, e anche a Scandicci mi sono trovata molto bene con la società e con le ragazze. È stato un anno che mi ha portato a un livello di maturità superiore, che forse mi mancava in tutti questi anni”. E poi, aggiunge, quell’anno le ha aperto le porte per Brescia: “Non tutti i mali vengono per nuocere”.
LA SCELTA DI BRESCIA – Sul perché proprio Brescia, la risposta è diretta: “Ho deciso di andare a Brescia perché avevo parlato con l’allenatore (Solforati ndr), con Catania e mi ero trovata molto bene. Mi ero rivista nelle loro parole: erano affamati anche loro, avevano questa voglia di rimettersi in gioco. Era una cosa che ci accomunava un po’ tutti, e quindi la volevamo tantissimo”. E adesso che ci sono, l’entusiasmo non è cambiato: “Sono emozionata come se fosse la mia prima stagione, nonostante i tanti anni nella massima serie, però sono molto contenta e me la voglio godere come tutte le altre”.
ESSERE CAPITANO – La fascia, dice, ha inciso più di ogni altra cosa: “L’anno scorso, a livello personale, ha cambiato la prospettiva del mio modo di vedere la vita, in un certo senso in modo filosofico. È stato un anno che mi ha segnato particolarmente a livello caratteriale e di maturità. Mettermi in gioco in prima linea come capitano, avere la responsabilità di guidare una squadra: per me è stata una delle cose più belle, se non la più bella, che abbia mai fatto finora. Mi ha responsabilizzato, e forse era proprio quella responsabilità in più che mi serviva per tirare fuori qualcosa che non avevo ancora tirato fuori a livello caratteriale”. Il campionato di A2, però, non ha regalato nulla: “È stato un campionato tosto, molto lungo, con trasferte complicate e imprevedibile. Non me lo aspettavo così, sono sincera. Essendo sempre stata abituata alla A1, avendo sempre giocato in grandi club, l’ho vissuto come qualcosa di contrastante ma stimolante per tutta la stagione”.
VALORI – Alla nuova Millennium, fatta di tante ragazze al primo anno con questi colori, Parrocchiale vuole lasciare qualcosa di preciso: “Trasmettere alle ragazze sicuramente la passione, la grinta e la tenacia che questo sport, in questi anni, mi ha insegnato ad avere sempre. E soprattutto la determinazione di cercare di raggiungere un determinato obiettivo: sicuramente, in questo caso, è la salvezza. Ma vedremo cosa ci riserva questo campionato: non si sa mai come andrà, bisogna essere oggettivi e vedere quali sono le altre squadre. Un po’ di entusiasmo, però, ci deve essere sempre”.

