Pallavolo Polonia – Roberto Piazza: «La mia vita è stata fatta per la pallavolo. Devo imparare dai migliori»
Roberto Piazza torna in Polonia. A 58 anni, il tecnico italiano ha firmato un contratto quadriennale con il PGE Projekt Warszawa, tornando a lavorare nel Paese dove ha già conquistato uno scudetto, nel 2018 alla guida dello Skra Bełchatów. Dopo sette anni lontano dal campionato polacco, Piazza ha raccontato a tauronliga.pl le ragioni del suo ritorno, le ambizioni con la nuova squadra e la sua inesauribile voglia di apprendere. «Continuo a imparare e sono sempre come uno studente. Voglio imparare e prendere esempio dai migliori allenatori».
«Il mio sogno, da molto tempo, era tornare in Polonia», ha raccontato Piazza, che ha già lavorato anche a Jastrzębie-Zdrój. La chiamata di Varsavia lo ha inizialmente sorpreso, ma soprattutto convinto: «I dirigenti hanno avuto fiducia in me e hanno dimostrato di volermi davvero. Sono contento di essere tornato».
Quando è arrivata la proposta del Projekt, tuttavia, il mercato era già in una fase avanzata e non c’era molto margine per intervenire sulla rosa. Piazza considera comunque il gruppo «molto buono», pur sottolineando la forza delle avversarie, a partire da Zawiercie, che ha aggiunto alla propria squadra giocatori come Tomasz Fornal, Jakub Kochanowski e Kamil Rychlicki. Anche Varsavia, però, ha compiuto «buone scelte» e secondo il tecnico è tra le squadre che possono lottare fino in fondo.
L’obiettivo sarà soprattutto superare quelle barriere che negli ultimi anni hanno impedito al Projekt di andare oltre le semifinali. Piazza, però, non si considera l’uomo della provvidenza: «La mentalità vincente è qualcosa che si costruisce progressivamente, ogni giorno. Per me la cosa più importante è innanzitutto raggiungere nuovamente la semifinale in tutte le competizioni a cui parteciperemo. Poi dovremo superare insieme i turni successivi e abbattere le barriere. Ma questo non sarà possibile grazie a me, assolutamente no: sarà possibile grazie ai giocatori. Io sono qui soltanto per aiutarli. Sono uno strumento nelle mani dei giocatori. Davvero. Non sono certo un mago capace di cambiare qualcosa con un colpo di bacchetta magica. Non funziona così. Qui il ruolo fondamentale spetta ai giocatori.». E a proposito di giocatori, a Varsavia ritroverà anche alcuni giocatori già allenati in passato, come Bartosz Bednorz e Karol Kłos, campioni di Polonia con lui nel 2018, oltre a Damian Wojtaszek. «I giocatori cambiano e anch’io cambio. Spero di riuscire a soddisfare le loro aspettative», spiega Piazza, che guarda con particolare interesse anche ai nuovi elementi della rosa.
Tra questi c’è Bartłomiej Lemański, mentre Aleksander Śliwka rappresenta uno dei punti di riferimento del gruppo: «Oggi è un giocatore eccellente e un grande leader, dentro e fuori dal campo». Piazza preferisce comunque aspettare il lavoro quotidiano prima di trarre conclusioni sulla squadra: «Al telefono si può dire qualsiasi cosa, ma in campo è diverso. Il linguaggio della pallavolo è un’altra cosa».
La stagione proporrà anche la sfida della Champions League, con il PGE Projekt inserito in un girone che comprende il Trentino. «Sarà difficile», ammette Piazza, sottolineando «Bisogna considerare che nella prossima stagione avremo ancora una volta il Trentino al completo, con Alessandro Michieletto, Daniele Lavia e tutti i migliori giocatori. Ma anche Varsavia avrà, tra gli altri, Bartosz Bednorz, Aleksander Śliwka, Kevin Tillie, Brandon Koppers, Bartosz Gomułka, Jan Firlej e Bartłomiej Lemański, quindi una rosa ampia».
Dopo sette anni di assenza, Piazza considera il campionato polacco «uno dei più forti al mondo», pur ricordando la presenza costante delle squadre italiane ai vertici della Champions League.
Il lavoro di Piazza non si limiterà però al club. Il tecnico continuerà infatti a guidare anche la nazionale iraniana, un impegno che considera impegnativo ma naturale: «Parto dal presupposto che quando ami davvero qualcosa cerchi sempre di farla. Io amo la pallavolo e non posso cambiare il mio approccio, perché probabilmente la mia vita è stata fatta per la pallavolo. Mi piace stare in campo e lavorare con la squadra. La stessa domanda si potrebbe fare, per esempio, a Giovanni Guidetti, che è uno dei migliori al mondo». L’esperienza in Iran, però, non lo ha ancora soddisfatto pienamente: «Non ho visto i progressi che mi aspettavo». Il percorso, sottolinea, richiede tempo e anche la conoscenza di una cultura profondamente diversa. Con l’Iran lo attendono ora i Campionati asiatici e i Giochi asiatici. Il primo appuntamento rappresenta la priorità, anche in vista della qualificazione ai Giochi di Los Angeles 2028. Tra gli avversari più temibili c’è il Giappone, reduce da un’ottima VNL: «È sicuramente una squadra incredibile», riconosce Piazza.
Il suo arrivo a Varsavia sarà quindi tardivo, soltanto dopo la conclusione dei Giochi asiatici, prevista per il 4 ottobre. Nel frattempo resterà in contatto con lo staff del Projekt, in particolare con Kamil Nalepka, con il quale è pronto a condividere il lavoro.
Piazza parla infine del suo rapporto con Michał Winiarski, allenatore di Zawiercie e suo ex collaboratore a Bełchatów: «È prima di tutto un mio amico. È una brava persona e un bravo allenatore». Zawiercie sarà probabilmente una delle grandi favorite della stagione, ma Piazza invita alla prudenza. Anche la Perugia più forte, ricorda, è stata eliminata da Milano nei playoff.
Per il tecnico italiano, nelle partite decisive non basta il talento: servono condizione, mentalità e il giusto momento. «È la somma di tanti fattori che devono funzionare insieme».

