Pallavolo Russia – Zoran Terzic e le dichiarazioni di Istambul su Italia e Turchia: “A offendersi sono state persone poco intelligenti”
Come riporta sport.business-gazeta.ru, durante la conferenza stampa che ha seguito la presentazione della nuova stagione della Dinamo Ak Bars, Zoran Terzic è tornato a parlare della controversa intervista rilasciata durante il Campionato europeo, nella quale aveva dichiarato che l’attuale Nazionale italiana non poteva essere paragonata alle grandi squadre del passato e si era espresso contro l’inserimento di giocatrici naturalizzate nelle nazionali, citando la Turchia come esempio. Le sue dichiarazioni avevano suscitato reazioni negative in entrambi i Paesi, ma lui continua a sostenere i propri argomenti.
“A offendersi sono state persone poco intelligenti. Non ho detto nulla di eccezionale. Riguardo all’Italia, ho detto che mancano schiacciatrici del calibro di quelle di un tempo. Rinieri, Piccinini, Del Core e Costagrande erano giocatrici davvero eccezionali. Ora non ce ne sono più di quel livello. E non riguarda solo l’Italia; il discorso vale per tutte e quattro le semifinaliste dell’Europeo: Serbia, Italia, Turchia e Polonia. Se si sono offese, è un problema loro. La situazione con la Turchia è ancora peggiore. Le mie critiche non erano rivolte a loro, ma alla Federazione Internazionale di Pallavolo, che in passato ha permesso di costruire squadre utilizzando giocatrici straniere. Eppure, in Turchia l’hanno presa sul personale. Ciò che ha dichiarato in seguito il presidente della Federazione turca è stato semplicemente disastroso”.
Mehmet Üstündağ aveva dichiarato che Terzić non avrebbe mai più trovato lavoro in Turchia. Aveva inoltre sottolineato che la nazionale serba annovera giocatrici non cresciute nel vivaio nazionale, ovvero Tijana Bošković e Hena Kurtagić. Terzić ha dichiarato di non comprendere affatto il riferimento a Kurtagić, dato che lei è nata nella città serba di Novi Pazar; proviene semplicemente da una famiglia musulmana. Quanto a Bošković, è vero che è originaria della Bosnia, ma lì vive un gran numero di serbi.

