Pallavolo EuroVolleyM2026 – Andrea Giani valuta il percorso dei “Bleus”: “Un bilancio molto positivo”
In una intervista rilasciata al sito della Federazione francese, Andrea Giani ha tracciato un bilancio dell’Europeo dei “Bleus”, concluso con la conquista della medaglia d’argento dietro alla Polonia.
Col senno di poi, cosa ti resta della finale persa contro la Polonia? “Abbiamo giocato bene; direi che la differenza tra noi e la Polonia – che al momento è la squadra migliore del mondo – sta nella loro capacità di mantenere una costanza incredibile in ogni partita. Anche quando giocano meno bene, i polacchi riescono sempre a trovare le soluzioni che, alla fine, fanno la differenza. Il nostro primo set è stato incredibile, il migliore giocato dalla squadra in questo Europeo; purtroppo lo abbiamo perso a causa di un episodio particolare (un video-check sfavorevole ai francesi per un’infrazione a rete millimetrica di Simon Magnin). Successivamente la Polonia ha alzato il ritmo, anche se noi abbiamo reagito bene vincendo il terzo set; nel complesso, però, ho trovato la prestazione della squadra molto soddisfacente”.
Che bilancio trai da questo Europeo? “Molto positivo: sono davvero contento di come abbiamo pianificato questo Europeo e della gestione del torneo in sé. Ciò che ricordo soprattutto è il livello di gioco che siamo riusciti a esprimere. Il nostro primo obiettivo era vincere il girone, cosa che abbiamo fatto chiudendo al primo posto e mostrando già un’ottima qualità di gioco, in particolare nella partita vinta contro la Germania (3-0) grazie a una bellissima prestazione”.
La squadra ha dimostrato di essere ben preparata – tecnicamente, fisicamente, ma anche mentalmente – e lo ha confermato raggiungendo la finale. Come valuti l’evoluzione di questo gruppo, un mix tra veterani (Antoine Brizard, Trévor Clevenot, Stephen Boyer) e giovani alla loro prima esperienza in un Campionato Europeo senior? “Quando abbiamo iniziato la preparazione a maggio, era difficile immaginare che avremmo giocato la finale dell’Europeo, visto che ripartivamo con un gruppo nuovo e diversi giocatori non avevano ancora esperienza in una competizione senior di questo livello; arrivare in finale dimostra quindi che hanno imparato molto.
Siamo riusciti a creare un nuovo gruppo con uno stile e un’identità ben definiti: è una grande soddisfazione. Va sottolineato anche il lavoro dei veterani, tra cui possiamo annoverare anche Théo (Faure) e “Benzouz” (Benjamin Diez). In nazionale si lavora ovviamente su aspetti tecnici, tattici e mentali, ma soprattutto bisogna imparare il valore dell’esigenza, un aspetto fondamentale che si apprende quotidianamente in allenamento, a contatto con i giocatori che ne sono i garanti. È proprio quello che è successo quest’estate: i giocatori più esperti hanno dato molto per trasmettere questa mentalità ai giovani e, alla fine, i progressi sono stati tangibili; tutti sono migliorati e sono riusciti ad alzare il proprio livello”.
Come vedi l’anno 2027, considerando il gruppo che si è formato e il ritorno di alcuni doppi campioni olimpici? “La cosa più importante per tutti sarà la stagione con i rispettivi club. Ad esempio, i giovani che quest’estate sono riusciti a conquistare un posto in nazionale dovranno fare lo stesso nelle loro squadre di club, e non è affatto scontato. Prendiamo il caso di un giocatore come Mathis (Henno): giocherà a Perugia (campione d’Italia e d’Europa in carica) e oggi è difficile dire quante partite disputerà, perché si troverà in una squadra che punta sempre alla vittoria, con altri due schiacciatori eccezionali come Semeniuk e Plotnytsky; dovrà impegnarsi a fondo per conquistare il posto. Lo stesso vale per altri che hanno maturato esperienza quest’estate giocando molte partite: per continuare a crescere, però, devono essere protagonisti nelle loro squadre e giocare la Champions League, così da comprendere il livello delle altre formazioni e degli altri giocatori.
Nulla può sostituire l’esperienza maturata in campo. Parallelamente, la nostra priorità è costruire una squadra che lotti costantemente per le medaglie, proprio come fanno Polonia o Italia. Nella corsa alla qualificazione per Los Angeles, i punti nel ranking mondiale saranno fondamentali. In questo Campionato Europeo abbiamo giocato nove partite perdendone solo due, ma il bilancio finale è che la nostra posizione nel ranking è rimasta invariata (ottavi). Dunque, se vogliamo progredire nella prossima stagione, dovremo vincere più partite; ciò significa che avremo bisogno di giocatori pronti a mettere al servizio della squadra il 100% delle proprie energie e della propria disponibilità in ogni incontro, non il 70 o l’80%. È proprio questo livello di esigenza a fare la differenza, e riguarderà tanto i giovani quanto i veterani”.

