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Pallavolo Asiatico M – Iran, Roberto Piazza dopo la gara persa con il Giappone: “La cosa più importante è che oggi non abbiamo mai mollato”

L’Iran ha perso 0-3 (21-25; 24-26; 23-25) con il Giappone nella finale del Campionato asiatico, vedendo così sfumare la possibilità di hqualificarsi direttamente alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Il tecnico italiano della nazionale di Teheran Roberto Piazza ha così commentato il risultato: “La mia opinione… E’ così importante la mia opinione? Perché la cosa più importante è che oggi non abbiamo mai mollato. Siamo rimasti in partita fin dall’inizio; abbiamo perso il primo set per un nostro errore, non perché loro avessero fatto qualcosa di eccezionale, no. Un nostro errore ha pesato molto nel primo set.

Questo è il mio punto di vista. E non importa chi abbia commesso l’errore, non conta. Perché non voglio dare la colpa a nessuno.
È stata la squadra a sbagliare. E potrei elencarli tutti, uno per uno. Ma non è importante.
Perché dobbiamo giocare da squadra. E poi siamo riusciti a lottare fino alla fine, sia nel secondo che nel terzo set. Nel secondo eravamo in vantaggio, e lo eravamo anche nel terzo. E ancora una volta, nei momenti decisivi, quando serve quella giocata speciale, loro l’hanno trovata mentre noi no. Questa, per me, è la conclusione. Una giocata speciale nel secondo set: Yuki Ishikawa al servizio, su una traiettoria che era la sua preferita. Quindi, Yuki Ishikawa è stato eccezionale o noi avremmo potuto fare meglio? E nel terzo set… non ricordo. Non è vero, lo ricordo bene. Alcuni errori sono accettabili, altri no.

Chiaro? E per quanto riguarda il torneo, sono orgoglioso dei miei ragazzi, davvero, ne vado fiero. Di tutti loro. Perché all’inizio abbiamo giocato tre partite normali, mentre la Cina ha disputato contro di noi la miglior partita di sempre. Di sempre. Ecco perché il giorno dopo hanno perso contro la Corea: pensavano “abbiamo giocato così bene contro l’Iran, quindi vinceremo contro la Corea”, ma non funziona così. Nella pallavolo devi guadagnarti tutto ogni giorno, su ogni singola palla.

Ecco perché sono così orgoglioso dei miei ragazzi. Poi abbiamo perso l’occasione di chiudere 3-0 contro Taipei, ma ci siamo ripresi facilmente nel quarto set. Contro l’Australia, ancora una volta, loro hanno giocato una partita straordinaria contro di noi. E oggi cosa è successo? Erano in vantaggio per 2-1, ma hanno perso contro la Corea, perdendo così l’occasione di partecipare ai prossimi Mondiali in Polonia. È una situazione particolare, quella della pallavolo; è qualcosa da cui dobbiamo imparare.

Dobbiamo concentrarci su noi stessi, non sulla squadra avversaria. Per quanto riguarda la stabilità della squadra… è vero, ora siamo costanti nel condurre la partita. Ho la sensazione che i ragazzi stiano iniziando a capire cosa devono fare, anche se non sempre riescono a metterlo in pratica. Ma il primo passo è sapere esattamente cosa fare; e prima o poi si raggiunge l’obiettivo.

Parlando del divario tra noi e il Giappone: lì ci sono moltissimi allenatori stranieri. In Giappone imparano da culture diverse. Ogni allenatore è totalmente dedito al proprio club e collabora anche con il tecnico della nazionale. Pensiamo a quando Philippe Blain ha iniziato: prima di diventare capo allenatore, ricopriva il ruolo di assistente. Poi è arrivato in Giappone Laurent Tillie, allenatore di un club importante, seguito da molti altri tecnici. Questo non significa che l’allenatore iraniano non siano all’altezza, assolutamente no; ma a volte siamo troppo chiusi nelle nostre convinzioni.
Pensiamo che l’Iran possa farcela da solo, ma abbiamo bisogno del supporto esterno. Se guardiamo agli altri paesi, troviamo molti stranieri in ogni staff tecnico, non solo in nazionale, ma anche nei club. Credo che questo possa essere il segreto del successo.”

Qual è il tuo messaggio per i tifosi?
“Sono molto orgoglioso di loro. So che stanno soffrendo molto. So che la loro sofferenza non è recente, ma dura ormai dalla fine di dicembre. Eppure sono sempre vicini alla squadra, sempre. Devo assolutamente ringraziarli. Perché sento il loro sostegno, sento quello che fanno per noi. Sento che speravano potessimo realizzare qualcosa di speciale. Da questo punto di vista sono molto deluso, perché non abbiamo avuto l’opportunità di giocare a Los Angeles. Ma grazie per il vostro sostegno.”